La pasta di pane fritta, conosciuta anche come pasta cresciuta, rappresenta una delle specialità più amate della tradizione culinaria del sud Italia. Questo impasto lievitato e fritto conquista per la sua consistenza soffice all’interno e croccante all’esterno, perfetto come antipasto, contorno o semplicemente per accompagnare salumi e formaggi. Nata dalla necessità di utilizzare gli ingredienti più semplici della dispensa, questa preparazione ha attraversato generazioni, diventando un simbolo di convivialità e festa. La tecnica della frittura, se eseguita correttamente, permette di ottenere un risultato leggero e digeribile, che non appesantisce il palato. Oggi scopriremo insieme come realizzare questa delizia casalinga, seguendo passo dopo passo tutte le fasi della lavorazione, dalla preparazione dell’impasto alla frittura finale.
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione del lievito
In una piccola ciotola, sciogliete il lievito di birra fresco nell’acqua tiepida insieme allo zucchero. L’acqua deve essere a temperatura ambiente, circa 25-30 gradi, perché una temperatura troppo alta ucciderebbe i lieviti mentre una troppo bassa ne rallenterebbe l’attività. Mescolate delicatamente con una forchetta fino a quando il lievito si sarà completamente sciolto. Lasciate riposare questa miscela per circa 5 minuti: vedrete formarsi una leggera schiuma in superficie, segno che il lievito è attivo e pronto per essere utilizzato.
2. Impasto base
Versate la farina in una grande ciotola capiente e create al centro una fontana, cioè un buco al centro della farina. Aggiungete il sale sui bordi della farina, mai a contatto diretto con il lievito perché potrebbe inibirne l’azione. Versate al centro la miscela di acqua e lievito preparata precedentemente, insieme all’olio extravergine d’oliva. Iniziate a incorporare la farina partendo dal centro, mescolando con una forchetta o con le mani, facendo gradualmente confluire la farina verso il liquido.
3. Lavorazione dell’impasto
Quando l’impasto inizia a prendere forma, trasferitelo su un piano di lavoro leggermente infarinato. Impastate energicamente per circa 10-15 minuti, fino a ottenere un composto liscio, elastico e omogeneo. Durante questa fase, l’impasto deve diventare morbido e non appiccicoso: se risulta troppo secco aggiungete un cucchiaio d’acqua alla volta, se troppo umido incorporate altra farina. La lavorazione è fondamentale per sviluppare la maglia glutinica, cioè la rete di proteine che darà struttura al pane.
4. Prima lievitazione
Formate una palla con l’impasto e ponetela in una ciotola leggermente unta d’olio. Coprite con un canovaccio pulito leggermente umido o con pellicola trasparente. Lasciate lievitare in un luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria per circa 60-90 minuti, fino a quando l’impasto avrà raddoppiato il suo volume. La temperatura ideale per la lievitazione è di circa 25-28 gradi: potete utilizzare il forno spento con la luce accesa oppure un ambiente naturalmente caldo della casa.
5. Formazione delle palline
Trascorso il tempo di lievitazione, riprendete l’impasto e sgonfiatelo delicatamente premendo con le mani per eliminare l’aria accumulata. Dividete l’impasto in porzioni di circa 50-60 grammi ciascuna, ottenendo delle palline regolari. Per fare questo, potete utilizzare una bilancia da cucina per essere precisi, oppure dividere l’impasto in 10-12 parti uguali. Formate delle sfere lisce facendo ruotare ogni porzione sul piano di lavoro con il palmo della mano.
6. Seconda lievitazione
Disponete le palline su una teglia foderata con carta da forno, lasciando sufficiente spazio tra una el’altra perché aumenteranno ancora di volume. Coprite nuovamente con un canovaccio e lasciate lievitare per altri 30 minuti. In questa fase le palline diventeranno più gonfie e soffici, pronte per essere fritte. Questo secondo riposo è essenziale per ottenere una frittura perfetta e una consistenza interna morbida.
7. Preparazione per la frittura
Mentre l’impasto completa la seconda lievitazione, preparate l’olio per la frittura. Versate l’olio di semi in una pentola alta e capiente oppure in una friggitrice. La quantità di olio deve essere abbondante, almeno 8-10 centimetri di altezza, per permettere alle palline di friggere immerse completamente. Scaldate l’olio gradualmente fino a raggiungere la temperatura di 170-180 gradi. Se disponete di un termometro da cucina, utilizzatelo per controllare con precisione la temperatura.
8. Frittura della pasta
Quando l’olio ha raggiunto la temperatura corretta, immergete delicatamente 2-3 palline alla volta, senza sovraffollare la pentola. Le palline devono avere spazio per muoversi liberamente e cuocere uniformemente. Friggetele per circa 3-4 minuti, girandole delicatamente con una schiumarola per ottenere una doratura omogenea su tutta la superficie. La pasta di pane fritta è pronta quando assume un bel colore dorato intenso e risulta gonfia e croccante.
9. Scolatura e servizio
Con l’aiuto della schiumarola, prelevate le palline fritte dall’olio e adagiatele su un vassoio rivestito con abbondante carta assorbente da cucina. Questo passaggio è fondamentale per eliminare l’olio in eccesso e mantenere la croccantezza. Spolverizzate immediatamente con un pizzico di sale fino mentre sono ancora calde. Continuate a friggere le rimanenti palline, controllando sempre che l’olio mantenga la temperatura costante. Servite la pasta di pane fritta ben calda per apprezzarne al meglio la fragranza e la consistenza.
Il trucco dello chef
Per verificare se l’olio ha raggiunto la temperatura giusta senza termometro, immergete un pezzetto di impasto: se sale subito in superficie circondato da bollicine vivaci, l’olio è pronto. Se l’impasto scende sul fondo, l’olio è ancora freddo; se invece sfrigola violentemente e si scurisce rapidamente, è troppo caldo. Un altro trucco consiste nell’aggiungere una patata pelata nell’olio durante il riscaldamento: assorbirà eventuali odori residui e renderà la frittura più pulita. Ricordate che l’olio non deve mai fumare, segno che ha superato il punto di fumo ed è diventato nocivo.
Abbinamenti con bevande
La pasta di pane fritta si sposa magnificamente con bevini freschi e leggeri che contrastano la ricchezza della frittura. Una birra chiara ben fredda, come una lager o una pilsner, rappresenta l’abbinamento classico e più popolare, perfetto per sgrassare il palato. In alternativa, un vino bianco frizzante come il Falanghina o il Greco di Tufo offre acidità e freschezza ideali. Per chi preferisce il vino rosso, optate per un giovane e fruttato come un Aglianico del Vulture servito leggermente fresco. Durante l’estate, una limonata artigianale o un’aranciata rappresentano scelte analcoliche rinfrescanti e piacevoli.
Informazione in più
La tradizione della pasta di pane fritta affonda le radici nella cultura contadina del sud Italia, in particolare in Campania, Puglia e Calabria. Anticamente, questa preparazione nasceva dall’esigenza di utilizzare l’impasto del pane avanzato, che veniva fritto invece di essere cotto al forno. Durante le feste popolari e le sagre di paese, la pasta fritta diventava il protagonista delle tavole imbandite, servita insieme a salumi, formaggi e verdure sott’olio. Ogni regione ha sviluppato varianti locali: in Campania si chiama pasta cresciuta o zeppole, in Puglia pettole, in Calabria crispelle. La tecnica della doppia lievitazione garantisce quella caratteristica consistenza soffice all’interno, mentre l’alta temperatura dell’olio crea la crosticina croccante esterna. Questa preparazione rappresenta un perfetto esempio di cucina povera che, con ingredienti semplici e genuini, riesce a creare un piatto ricco di sapore e tradizione.



